domenica 20 novembre 2011

Prima Versione - Commenti

Chiunque voglia commentare può farlo in questo post!

Per vedere i contenuti: Stato 2.0 - Prima Versione

7 commenti:

  1. Ci sono un sacco di idee interessanti. Ad esempio, la digitalizzazione della burocrazia, proposta semplice ed efficiente che - se non sbaglio - sta avendo qualche applicazione pratica a giro per il mondo (anche se non ci metterei la mano sul fuoco). Condivido soprattutto l'idea di base di Stato di cittadini (e dunque, controllato e controllore), idea che io stesso sostengo da anni... purtroppo, qua in Italia, la storia ci ha resi un popolo di sudditi, abituati al dominio di potenze straniere (e dunque, abituati a vedere il popolo e lo stato come due entità distinte e spesso antagoniste).
    Tuttavia, come modello, IMHO, non è applicabile in tempi ragionevoli... per evitare che si trasformi in una dittatura o in qualcosa di abominevole (vedi caso Stalin), non si dovrebbe supportarlo con le armi. E' impensabile di portarlo avanti con sommosse popolari stile Egitto o Libia, per via della pigrizia intrinseca appunto nel popolo italiano. Se si provasse ad applicarlo per via politica, chiunque se ne prendesse l'onere verrebbe 'trucidato' in parlamento, o addirittura non riuscirebbe ad essere eletto (ricordiamoci certi pregiudizi che, con alcuni dei punti elencati nel progetto, farebbero ben presto a saltare fuori).
    Personalmente trovo che la cosa dovrebbe essere portata avanti gradualmente, partendo da ciò che veramente causa disagio alla popolazione: l'inequa distribuzione della ricchezza.
    Il Giappone è la terza potenza economica del mondo, ma al di là dello stakanovismo genetico del giapponese medio, personalmente credo che la grande efficienza di questo paese stia nella distribuzione del denaro, molto più equa che qua in Italia. Un dirigente di una grossa impresa giapponese prende uno stipendio molto simile a quello dell'operaio in fondo alla catena di comando. Qua in Italia, a volte può prendere quasi 200 volte tanto, con la scusa di avere sulle spalle "più responsabilità"... più responsabilità stocazzo, visto che figuri del genere causano crisi economiche un paio di volte al giorno, rubano, mandano in fallimento le aziende e lo stato anziché confiscargli i beni e sbatterli in prigione gli dà i fondi necessari a far ripartire l'azienda. E' ridicolo.
    Tagliando presso lo zero i costi della politica (che come tutti sappiamo sono semplicemente ridicoli) e proponendo un sistema simile, che permetterebbe di risparmiare ingenti quantità di denaro (o per usare il termine tecnico una fraccata di vaini), si potrebbe tranquillamente:
    -aumentare la qualità della vita media
    -risanare il debito pubblico in tempi ragionevoli
    -permettere COMUNQUE uno stile di vita dignitoso a TUTTI. Sta gente piena di soldi ne ha così tanti (e si preoccupa così tanto di non darne neanche un pochini allo stato) che anche azzerandogli lo stipendio per 40 anni avrebbero di ché dare cibo, casa, vestiti e mezzi di trasporto (anche abbastanza di lusso) a loro e a un altro paio di generazioni...

    RispondiElimina
  2. Intanto ho apprezzato molto questo commento, senza dubbio costruttivo e che coglie il punto.
    Concordo sul non attuare tutto tramite sommosse e quant'altro, sarebbe controproducente oltre che contro lo spirito di questo modello e di questo ti ringrazio.
    Ammetto anche che l'attuazione per via politica, nell'attuale situazione in cui ci troviamo, è alquanto utopistico; però una volta messo su, dovrebbe rimanere in piedi egregiamente, proprio perché sono tutti a controllare tutti ed ognuno gode del lavoro messo a disposizione dagli altri, lasciando tuttavia massima libertà ad ogni cittadino del decidere come vivere, tenendolo lontano da draghi e chimere (banche e debiti).

    Come non esser d'accordo quando dici dell'iniqua distribuzione dei beni? Basti pensare che questa nuova manovra ammazza morti (il popolo), serve per far venir fuori 30 miliardi di € (una piccolissima frazione del vero debito), quella cifra per far risollevare le sorti (almeno secondo loro) di un'intera nazione... E poi c'è gente che ha in banca molto, ma molto di più! Un singolo che potrebbe salvare le sorti di un'intera nazione ed avere ancora un fottio di soldi... Bah!

    Cmq, spero che se mai un politico decidesse di mandare avanti un modello che sia un'alternativa valida e che offra un vero controllo ai cittadini, che sia questo od un altro poco importa, spero solo che riesca ad avere un supporto tale da parte del popolo da riuscire nell'impresa, nonostante tutti gli ostacoli percettibilmente enormi che ci saranno.
    Considerando l'Italiano medio, sì, questa è l'unica parte utopica... Ma stiamo cambiando (?)

    RispondiElimina
  3. Sono perfettamente d'accordo, una volta messo su, il modello è stabile e regge. Ho notato che si basa sulla stessa filofia dell'open source (a parte il fatto che c'è anche scritto, hehe :P)... ovvero: la sicurezza non viene fornita tramite 'imposizioni dall'alto', ma dando a tutti la possibilità di maneggiare il sorgente, per 1 furbetto che prova a inserici un exploit ci sono 100 programmatori coi controcazzi che riparano tutto a tempo record. :)

    RispondiElimina
  4. Esattamente. Mi fa' piacere che l'abbia notato, perché a prima vista si potrebbe pensare che un codice disponibile a tutti sia poco sicuro, ma invece è il contrario, per le ragioni che ha esposto!
    Promuovere il talento, di ogni tipo e forma, credo sia il dovere della società, per questo pensavo di fare un altro punto su talenti legalmente poco sfruttati. Giusto per fare un esempio, chi meglio di un ladro potrebbero testare un sistema di sicurezza?
    Anziché sopprimere, sarebbe bene adattare ogni cosa come possibile.

    Altri articoli riguarderanno il turismo, il rapporto con le istituzioni religiose ed i detenuti, ma soprattutto una nuova pagina in cui proporre metodi per concretizzare questo modello... Eh, tempo maledetto, che scorri come sabbia tra le dita!
    Cmq, eventuali proposte per miglioramenti saranno sempre apprezzate :)

    RispondiElimina
  5. Alla fine ho pensato "praticamente un utopia 2.0", nel senso che è un'idea molto valida ma anche, credo, molto difficile da mettere in pratica per alcuni aspetti. Io al momento delle dimissioni di Berlusconi pensai ad un nuovo tipo di governo, lo chiamai "webcrazia" purtroppo nessuno diede peso alle mie parole :D ma vedo che l'idea di fondo è la stessa che leggo in questo post. Sarebbe un grosso passo avanti, sia per il paese che per il mondo che potrebbe prendere esempio. E credo che l'idea di impostazione simil open source sia quella vincente conoscendo come funziona il mondo virtuale. Ciò che ci sta rovinando sono i giochi sporchi sottobanco e tutte quelle porcherie, con un'impostazione trasparente i "monelli" verrebbero isolati, un po' come accade con i troll, e tutti vivrebbero molto meglio, altro che il motto dell'attuale spot dell'agenzia delle entrate... Purtroppo però il principale problema di queste idee è il doversi scontrare con persone che hanno tutto l'interesse a non voler condividere il potere. Comunque complimenti per l'idea, sarebbe bello che almeno qualcosa divenisse realtà!
    P.S. scusa se mi permetto ma penso sia lo spirito di internet :), ho visto un errore nella quinta riga, c'è scritto arma a doppio tagliA :)

    RispondiElimina
  6. Figurati, grazie mille per la correzione! Se posso, hai pubblicato da qualche parte le idee alla base di "webcrazia"? Il nome mi ispira. Mi piacerebbe leggerla e nel caso vi sia un qualche aspetto che ben coincide con lo Stato 2.0, sempre chiedendo il tuo permesso, inglobarlo per migliorarlo :)
    Come ho scritto anche prima, mi piacerebbe che questo progetto abbia le idee migliori di ognuno, che divenga di tutti e quindi di nessuno :)
    Poi sì, è vero che per ora l'attuazione rimane un'utopia (cosa veramente mesta), ma un giorno, chissà... Confido nella forza del network, quella dei tanti contro i pochi, e nell'amalgamarsi della tecnologia nella vita di tutti i giorni, realtà sempre più concreta.

    RispondiElimina
  7. Figurati:P. Già è veramente poco consolante l'essere consapevoli che certe idee potrebbero rimanere soltanto tali. Ma chissà, la rete sta diventando forte...
    Comunque, non avevo scritto nulla di concreto era semplicemente un'idea a cui ho dato quel nome e che in quel momento riguardava soltanto la parte legislativa, più o meno le stesse idee che ho letto qui, cioè il diritto/dovere per ogni cittadino di proporre leggi, idee e dare la possibilità a tutti, tramite la rete, di poter decidere attivamente per la riuscita o meno di ciò che riguarderebbe la comunità :) (e non solo).

    RispondiElimina